Perchè l'ndrangheta colpisce

Attentato Gioia Tauto 2008Un attentato come quello avvenuto a Gioia Tauro non rappresenta solo un fatto di sangue gravissimo. E’ l’ulteriore dimostrazione di una certa e piena libertà di iniziativa che la ‘ndrangheta ritiene di poter esercitare sul territorio, espressione di dominio, di presenza avanzata in un sistema politico-amministrativo che stenta a mutare e sul quale viene meno un senso comune di credibilità dell’azione politica, giudiziaria e investigativa.
 
Crediamo, a volte, che per quanto efferati, gli attentati e gli omicidi in Calabria siano estemporanei, al di là delle faide, che l’aggressione diretta alla vita umana possa assumere il carattere della periodicità dilatata nel tempo, ma è solo una falsa convinzione che non può accreditare alibi di maniera per accantonare, ancora una volta, l’ennesimo dramma. Ci si chiede, allora, perché la ‘ndrangheta colpisce così impunemente. Perché attenta, uccide, ferisce con una violenza e ferocia tale da manifestare, nel gesto, un disprezzo della vita altrui, del sentimento di umana pietà che a volte alberga anche nell’animo del criminale più cinico.
 
Ci si chiede perché la vita anche in Italia ha un valore diverso tra Nord e Sud, al di là delle ragioni di altri fatti criminali nei quali l’occasionalità non ne modifica il rispetto generale verso un valore così alto, assoluto. Ci chiediamo, ancora una volta, rischiando di essere monotoni, noiosi, ripetitivi e senza idee, perché la violenza debba entrare nell’intimo delle famiglie ostaggio, da tempo, della ‘paura’ del fare, del dire. Ci si interroga sul perché non è possibile credere in uno Stato capace di rischiare per dare risposte, garantire sicurezza e serenità nella vita di ogni giorno.
 
La risposta è sempre la stessa. Fin tanto che la ‘ndrangheta attenterà, ucciderà o ferirà in questo modo, con un’efferatezza senza limiti, ciò dimostrerà che sopravvivono zone grigie nelle quali la criminalità è certa di potersi muovere liberamente perché la sua autonomia di azione risiede nella consapevolezza di essere determinante per assicurare assetti di potere nel tempo.
 
Una trasversalità di tutele che non affrancano ambienti e stanze che dovrebbero essere impermeabili a compiacenti lusinghe e richieste. In una realtà nella quale lo Stato dovrebbe dimostrare credibilità nei fatti, nei modi di porsi nei confronti del cittadino, nel gestire la cosa pubblica, nell’abbattere ogni litigiosità interna ai propri poteri, dovuta ad incomprensibili dinamiche di palazzo, la ‘ndrangheta trova la sua forza, si assicura ampi spazi di manovra convinta che l’apertura di un vaso di Pandora così monolitico non converrebbe a molti. In una realtà nella quale chi, con non poche difficoltà e rischi, crea ricchezza e posti di lavoro si sente assediato da un’holding potentissima in termini di competitività economica e di pericolosità negli atti, l’assenza di risposte, l’incapacità di dimostrare l’esistenza di una leadership dotata di carisma e di carattere diventano i limiti della crescita civile, economica e morale di una terra. Quei limiti che si trasformano in termini di vantaggio per chi dell’impresa criminale ne ha fatto l’unica formula indiscussa e indistinta, purtroppo, nel dominio di una terra.

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