Natale 2020. Triste epilogo di un Anno senz’anima

Natale 2020. Triste epilogo di un Anno senz’animaUn virus proveniente non si sa da dove o portato da chissà chi  ha paralizzato il mondo e reso le potenze mondiali non più tali; o non tutte tali, tranne una. Il fanalino di coda chiamato Italia -  guidato da falsi puristi, giustizialisti degli altri, giudici sommari da Direttorio francese, mistificanti sacerdoti anticasta supportati da sedicenti avvocati del popolo senza memoria dei destini cui la storia condannò simili etichette di triste rimando robespierriano - ha messo in campo tutte le sue energie e competenze migliori per creare  panico e terrore  diffuso, unite ad una confusione e ad un  disorientamento sociale di cui saremo e saranno orgogliosi i nostri figli  per anni.
 
Il gotha di Nobel mancati  della scienza medica italiana, quella che avrebbe dovuto curare invece di annaspare nel momento più importante per il Paese, che avrebbe dovuto guidare le decisioni e infondere fiducia agli italiani  si è mostrato contraddittorio,  diviso, polemico sino a marcare incongruenze di fatto circa le soluzioni o le azioni dimostrandosi  supponente e arrogante, oltre che inadeguato, mentre i medici veri lavoravano nel silenzio delle corsie. L'Italia ha sperimentato il trionfo della mediocrità dove chiunque può essere tutto, passare dal suo nulla da perdere a essere ministro, senza titoli, senza aver dato un contributo al Paese e senza scrupoli etici di sorta nel guardarsi allo specchio per farsi indietro per inadeguatezza.
 
La mediocrazia, celebrata dal falso e ipocrita mantra populista del “1 vale 1”, si è trasformata in regola, assurgendo a condizione necessaria per guidare autocraticamente e parossisticamente un Paese sprofondato nella paura di sé stesso. Un Paese, l 'Italia, ostaggio della più inadeguata esperienza politica della nostra storia repubblicana e di un diktat sanitario che rappresenta, la storia insegna ancora, il peggiore e più pericoloso veicolo per affermare un potere unico e solo.
 
Un potere che, ricorrendo a piene mani nell’uso/abuso di uno strumento amministrativo che ha altre ragioni giuridiche con evidenze di anticostituzionalità, ha tentato e tenta di abbattere qualunque contraddittorio cercando nell'emergenza la legittimazione alla sospensione di fatto del potere legislativo, delle libertà costituzionali oltre che delle cure per altre patologie per assicurarsi una longevità politica, per non rispondere delle evidenti responsabilità, scaricando sui cittadini colpe che non hanno, se non quella di voler vivere la vita anche in emergenza.
 
La stampa, quella seria e cosiddetta professionale, cartacea e televisiva, dimentica della penosa classifica cui è sprofondata l'Italia in materia di libertà dell'informazione, ben oltre il 40.mo posto al mondo, servile se non faziosa e non certo indipendente ha dato sfogo alle "penne nere". Nere perché si sono sfidate nella conta dei morti, dei malati, dei sintomatici, contagiati, positivi, negativi. Testate e talk show con esperti del noir più estremo in competizione tra loro per dare una cronaca puntuale, condita sempre dalla diffusione del terrore piuttosto che della fiducia.
 
Questo è un Natale di un anno di agonia sociale, che ci ha resi morti socialmente e civilmente per non farci morire (forse) fisicamente. Un Natale dove la frontiera della salvezza è data dal gesto del gomito al posto della mano a metà strada tra il   senso apotropaico e la lucidità mentale della ragione. Ora in un clima di tragedia diffusa che sembra essere l’unico argomento morbosamente e sadicamente di interesse, nostro Signore potrà ancora nascere? Forse si o forse no! Dipende. Magari un nuovo provvedimento italiano dell’ultimo minuto potrebbe anche disciplinare la Natività consigliando di anticiparne la nascita, come suggerito giorni fa da una preveggenza a piazza Colonna, e ci potrebbe stare. E ci potrebbe stare perché il pericolo che nostro Signore si possa contagiare è reale, o perché l’ormai nudità dei re italiani diventerà così evidente da spegnere qualunque stella ancora accesa in attesa che arrivi una Pasqua di luce per tutti il cui Venerdì Santo sia l'epilogo, e la sconfitta definitiva, dei predicatori di morte.

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